domenica 6 settembre 2026

Il nuovo Bivacco Fiamme Gialle nelle Pale di San Martino ha cambiato colore, è diventato giallo

Lo storico bivacco Fiamme Gialle lungo la via di salita al Cimon della Pala ha passato il testimone. Era lì dal 1968 e nel 2025 dopo 57 anni di servizio è stato sostituito da un manufatto più al passo coi tempi.
E' uguale al gemello che in Val Canali ha sostituito il vecchio bivacco Reali, anch'esso appartenente alla gloriosa generazione dei bivacchi a botte da nove posti ideati dall'ingegner Apollonio.

Il vecchio "Fiamme Gialle" nel settembre 1997. Ma il suo ricordo non andrà perdu-
to: grazie all'elicottero e ai "Falegnami in alta quota" è stato trasportato sul terrazzo
del museo MUSE di Trento.
Il bivacco originale è stato per quasi sessant'anni un punto di riferimento sulle Pale di San Martino. Una rossa capsula di sopravvivenza pensato come via di fuga in caso di emergenze in parete situato a 3.005 metri di quota sullo Spallone del Cimon della Pala. Fu installato nel 1968 dal Soccorso Alpino della Guardia di Finanza (da cui il nome "Fiamme Gialle") per commemorare il centenario della Scuola Alpina di Predazzo.
👉Era il classico modello "Apollonio" a semibotte, di un acceso colore rosso, in metallo e legno.
Disponeva di 9 posti letto in brande e fungeva da ricovero essenziale per chi affrontava la via normale del Cimon della Pala o la impegnativa ferrata Bolver-Lugli. Quello nuovo si distingue per il suo colore giallo brillante, la linea moderna e il finestrone panoramico. Il nuovo bivacco è stato collocato a pochi metri di distanza dal sito originale.

martedì 1 settembre 2026

Pasta estiva con olive, feta, pomodori e basilico

Le penne arrangiate alla mediterranea con olive, pomodori e basilico. E come formaggio la friabile e salata feta delle pecore greche.
Le penne condite con i resti dello "zuppone greco" preparato per lo zaino.
La feta greca, le olive verdi in concia, pomodori e basilico: la leggerezza mediterranea che
si adatta anche al nostro zaino da montagna. Provare per credere.
Una pasta condita coi resti di uno "zuppone greco" di quelli da portarsi nello zaino nella bella stagione.
La Grecia è abitata da popolazioni di pastori, dalla Tessaglia al Peloponneso, dal Pindo ai Rodopi ed anche il Mediterraneo è un unico grande bacino, dove nelle terre emerse le pecore non mancano mai, che siano quelle del Vello d'Oro degli Argonauti o le modeste pecore chersoline dei contadini isolani del Quarnaro, così rustiche da vivere allo stato brado per tutto l'anno.

martedì 25 agosto 2026

Ancora Rumiz, tra libri isolanti e persiane passive

Lo strato di libri alle pareti dello studio mostra insospettate proprietà termoisolanti, come gli "scuri" inclinati delle "persiane", la magìa orientale che pur lasciando passare l'aria impedisce l'effetto serra...
In una edizione aggiornata che raccoglie tutti i racconti/reportage in un unico volume
e che rappresenta uno dei lavori più illuminanti sui Balcani e sull'Est Europa.
...e rende sopportabile questa "estate più torrida di sempre" (in realtà solo l'ultima di una serie, dopo quella del lontano 2003). Da allora la stagione delle escursioni s'è spostata sempre più avanti, lasciando luglio e agosto (ma ormai anche settembre) ai vacanzieri. Non sospettavo, all'epoca, che si sarebbe chiamato "overtourism".
Primavera 2001: dieci anni dopo i fatti raccontati da Rumiz trovai e fotografai questa
maschera antigas. Si trovava tra i resti di una fabbrica cannoneggiata dalla guerra e
dall'operazione Oluja. Lungo la strada per la krajna della Lika, tra Obrovac  e Gospic,
nei monti della catena del Velebit (una delle ribelli krajne serbe di Croazia). E quando
Rumiz parla  di "quelli della montagna" sia riferisce sia ai serbi delle krajne che ai me-
no noti croati della Erzegovina.
Tra poco smetteranno di chiedermi se sono stato in vacanza (no), se sono stato all'estero (no). Di questi tempi preferisco leggere che viaggiare, preparare piccole mete a portata di mano, ignote al formicaio mobile dei forzati delle vacanze. Nemmeno l'estate mi ha aiutato ad accorciare la chilometrica lista lista dei classici di viaggio da riesaminare. C'è una pila di Chatwin, Tubron, Fermor, Rumiz da setacciare, che senso avrebbe partire per poi starsene a letto in una camera d'albergo a leggere? Una comoda stanzialità suscita nei vacanzieri una malcelata insofferenza, intessuta di muti rimproveri, quasi una accusa silenziosa: mentre io coltivo le mie curiosità culturali e scopro piccole perle nascoste, loro, tra bivacchi urbani, stazioni, autostrade e tramezzini, passano il tempo arrostendo in fila, dagli Uffizi ai tornelli delle Odle. Tutto per un selfie.
Ed ora una citazione al miele e qualcun'altra al vetriolo:

"Profumo di salvia e agnello allo spiedo, rivendite di vino, rakija, pecorino, miele." (p.147)

" [le Alpi Dinariche], la dorsale dove si affacciano le Krajine ribelli, e l’Erzegovina, quel mondo tribale e feroce che ha dato alla guerra la sua carica di fondamentalismo e la sua manovalanza armata. [...] " (p.120 e p.148)

"Seljaci contro gradjani, contadini contro borghesi, eterna dinamica dei Balcani." (p.237)

"Eppure queste macerie erano lì da mesi, con tanto di firma autenticata. A dire chiaro all’Occidente che dopo la Croazia le cavallette si sarebbero spostate sulla Bosnia." (p.168)

"Di ogni tonnellata di aiuti che atterrano all’aeroporto di Ilidža, tre quintali vanno subito agli assedianti serbi. È la tangente che l’Onu paga per assicurarsi l’incolumità e il proseguimento dei voli umanitari." (p.205)

"È uno scontro tra montagna e città. La città era il simbolo del successo, di tutto ciò che manca alle terre più povere. Per questo gli assedianti si sono accaniti contro università, biblioteche, teatri, musei. Dietro a questa distruzione insensata sta la rivalsa storica e inconscia nei confronti della cultura urbana." (pp.176-77)

"Quelli della montagna hanno razziato tutto, dalle barche a vela ai centralini telefonici, hanno rubato rubinetterie, termosifoni, cucine, persino i parquet delle case." (p.162)

martedì 18 agosto 2026

Quelli rossi dall'orto, quelli verdi dall'anno prima

I pomodori dell'orto conditi con quelli verdi marinati l'anno prima (che hanno trascorso l'inverno sott'olio).
Pomodori verdi marinati in olio a fine estate dell'anno prima: perché non usarli per condire una normale insalata di pomodori e cipolla... tanto meglio se aromatizzati all'alloro e aglio (NB: c'è anche un altro modo per marinare i pomodori verdi senza usare olio).
Pomodori verdi marinati in olio di oliva.
Come fare i pomodori verdi marinati:
tagliarli a rondelle, cospargerli abbondantemente di sale grosso e tenerli nel sale per due notti, scolando il liquido di risulta e rinnovare il sale dopo la prima notte. Aggiungere due foglie di alloro e due spicchi d'aglio affettati, mescolare e poi imbarattolare pressando bene e aggiungere olio di oliva curando che non rimangano bolle d'aria. Lasciar riposare ancora una notte, riportare a livello l'olio, stringere bene il coperchio e sterilizzare nell'acqua bollente.
👉La marinatura è un processo di conservazione degli alimenti che viene attuato immergendoli in una miscela composta da olio, ingredienti acidi e aromi. Questa è tecnica di conservazione che risale all'antichità e oggi viene utilizzata soprattutto per esaltare il gusto e migliorare la consistenza di cibi diversi, preparandoli per la cottura o per consumarli crudi.


Quelli rossi e quelli verdi: sono entrambi entrambi pomodori, anche se non si direbbe.

mercoledì 12 agosto 2026

Il trenino della Val Venosta si è fatto elettrico

La ferrovia Merano-Malles è stata elettrificata e gli attuali Minuetto a trazione Diesel sono pronti per andare in pensione.
I binari che si arrampicano da Merano a Malles hanno visto succedersi ben tre diverse tecnologie di trazione: prima i convogli trainati dalle locomotive alimentate a carbone, poi dalle Littorine e dai Minuetto mossi dai motori a gasolio ed ora arrivano quelli alimentati da silenziosi motori elettrici.
Questa ferrovia di montagna creata dagli Asburgo ai tempi del vapore è anche legata ai vagoni marrone della Littorina - il nomignolo deriva dal fascio littorio posto sul muso delle automotrici Alb 48 - che coprirono il servizio dagli anni '30 agli anni '80 del Novecento. Dopo la chiusura degli anni '90 (per le Ferrovie dello Stato era un "ramo secco") la Provincia Autonoma di Bolzano acquistò sedime e stazioni e riaprì la linea, stavolta con moderne automotrici a trazione diesel, i famosi Minuetto che oggi sono in via di sostituzione con gli elettrotreni.

La tratta ferroviaria scorre poco lontano dalla pista ciclabile della Val Venosta. Nelle sue stazioni principali si possono noleggiare biciclette, che andranno  poi riconsegnate a destinazione raggiunta. Un treno utile anche ai camminatori che percorrono la rete dei Waale venostani.


sabato 8 agosto 2026

Gli zupponi da bivacco: davvero un insperato aiuto per chi esce in queste torride giornate estive

Parenti stretti dei panini da zaino, gli zupponi da bivacco sono più legati alla sosta serale, ma con le estati torride si sono evoluti anch'essi, virando verso le insalate di verdure, di cui sento sempre di più il richiamo (serve un contenitore a tenuta tipo Tupperware).
Cosa sono gli zupponi di bivacco? Alcuni esempi per chiarire: c'è quello di pane, verdure e uova sode, o quello di pane, cipolla, pomodori, cetriolini e basilico, o quello di melanzane grigliate, olive conce e pomodorini, o il classico mix di cipolla coi filetti di sgombro in olio di oliva, oppure le frittatone con tante cipolle e tante uova, senza o con le zucchine, oppure il misto di verdure, tonno e würstel, oppure ancora una fresca insalata di yogurt, salmone e erba cipollina, etc.


venerdì 31 luglio 2026

Al Bivacco Reali dalla Ferrata Fiamme Gialle

Questa foto di trent'anni fa è un omaggio alla zona più appartata e selvaggia delle Pale di San Martino. Dove la fretta è cattiva consigliera.
La macchina era a pellicola (una Contax 139), i capelli non erano ancora bianchi e il bivacco Reali era rosso (ora è giallo). Siamo all'inizio della ferrata Fiamme Gialle (con la Cima dei Lastei sullo sfondo) che dovrebbe essere rimasta più o meno la stessa, così come la discesa per la via del sentiero dei Vani Alti, da noi scelta per la discesa, un'imprudenza che oggi certo non ripeterei.
Prima del Rifugio Treviso, con la Val Canali sullo sfondo, il Rifugio Treviso, la Cima Lastei vista dall'attacco della ferrata, un paio di passaggi facili, il sottoscritto al termine della ferrata e la Croda Grande vista dal vecchio Bivacco Reali nel 1995.